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mercoledì 27 maggio 2009

Come fare le boiles pup up.

Ho copiato queste due ricette di mix dal cd non solo pubblicità di Carlo Vittiglio e Matteo Marannini ottimi esperti nella tecnica Carpfishing.

Mix pup up 1
Questo mix è già finito ed è al gusto pesce,serve solo la parte liquida.
20% Isolato di Soia
15% calcio caseinato
15% Farina di gambero
10% Farina di riso
10% Idrolizato di pesce LT o2o
10% Lactalbumina
10% Red Factor
10% semolino

Mix Pup up 2
Si presenta per essere tagliato per un valore 10/15% del peso totale,con del mix da pastura,si addice per aromi fruttati e cremosi.
25% Isolato di Soia
20% Soia Tostata
15% Semolino
10% Albumina
10% Calcio Caseinato
5% Farina di Gambero
5% Lactalbumina
Le boiles fatte con questi mix elencati sono rigorosamente da fare cuocere al vapore,una volta asciutte potete passarle 30 secondi al microonde a metà potenza.

Per chi non riuscisse a trovare le varie farine,come alternativa si può usare il mix normale aggiungendo un 15/20% di farina di gamberetto (esempio se abbiamo 100 gr di mix aggiungiamo 15/ 20 gr di farina di gamberetto.


Gamberetti

Boiles pup up in pesca.




domenica 24 maggio 2009

Percentuali di farine per fare un buon mix

Queste sono le dosi consigliate da Carlo Vittiglio e Matteo Marannini nel cd non solo pubblicità 2004/ 2005.Un capolavoro utile a ogni carpista che si rispetti..

Albumina:5/10% del peso totale del mix
Caseina:5/20%
Farina arachide tostata:10/20%
Farina di Avena:20/40%
Farina di ceci:10/30%
Farina di crisalide:5/15%
Farina di castagne:10/15%
Farina di Fava:15/30%
Farina di Fegato:5/15%
Farina di Fegato di pollo:5/15%
Farina di Gambero:5%-per pupup 15%
Farina di Grano 00:10/30%
Farina di Mais:10/30%
Farina di Canna da zucchero:10%
Farina di Tiger Nuts:10/25%
Farina di Merluzzo:10/30%
Farina di Tonno:10/20%
Idrolizzato di Cozza:5%
Lactoalbumina:10/25%
Isolato di soia:15%
Nectarblend:10/20%
Farina di Soia grassa:15/25%
Robin Red:5/15%
Farina di Germe di grano:15/
Farina di Riso:10/15%
Farina di Patata:5/10%
Farina di Orzo:10/25%
Pastoncino per uccelli:10/30%
Sodio caseinato:10/20%
GLM (Green Liped Mussel ):3/20%
Farina di Sardina:10/35%
Farina di Aringa:10/15%
Soia tostata e sgrassata:15/40%
Semolino:15/50%
Red Factor:10/20%
Latte in polvere 10/30%
Glutine di Mais:10/15%
Farina di Salmone 10/20%
Farina di Pesce bianco:10/20%
Farina di Crusca:10%
Polvere d'uovo:6/10%







venerdì 22 maggio 2009

Conosciamo lo Storione ( da wikipedia ).


Diffusione e habitat

In Italia la specie è autoctona. È stato segnalato in tutti i mari anche se la presenza è rilevante unicamente nel mare Adriatico. Abita anche i fiumi, ed è segnalato nel Po anche se oggi a causa degli sbarramenti difficilmente riesce a risalire verso la sorgente: nel 1892 era invece localizzato perfino a Torino.
Nel corso degli anni tuttavia ne è stata segnalata la presenza in tutti i principali emissari e loro affluenti dell'Adriatico e del Tirreno. Oggi la presenza dello storione in acque interne è piuttosto scarsa, anche in luoghi un tempo ricchi di questo pesce. Fino a metà del XX secolo viveva nel Golfo di Palermo e deponeva le proprie uova lungo il corso del fiume Oreto, ma oggi del tutto estinto dall'intera regione siciliana. Negli ultimi anni del XX secolo sono state effettuate delle immissioni sperimentali con Arcipenser transmontanus nell'area del bacino del Po e nell'Adda. Gli esiti delle immissioni sono contrastanti.

Gli habitat sono diversi:

  • In mare predilige fondali sabbiosi e profondi 40-150mt.
  • In acque interne frequenta fiumi a grande portata con correnti lente e profonde, fondali melmosi, ghiaiosi o sabbiosi. Predilige le buche più profonde dei fiumi.
Descrizione
La bocca nettamente infera, protrattile e tubiforme. Ha sul davanti 4 barbigli cilindriformi che rivolti all'indietro non raggiungono il labbro superiore. Il muso è molto allungato tanto che la sua lunghezza è pari a quasi la metà del corpo. Sul corpo sono presenti 9-14 scudi dorsali, 24-36 scudi laterali e 8-14 scudi ventrali. La coda è eterocerca, con il lobo superiore molto allungato.
La pinna dorsale ha 31-43 raggi, quella anale 22-27. La pinna dorsale, la pinna anale e le pinne ventrali sono posizionate nella parte posteriore del corpo. Il primo raggio delle pinne pettorali è ossificato.
La livrea prevede dorso grigio-grigio-bruno o verdastro, più chiaro lungo i fianchi, mentre il ventre è giallo-biancastro.

Dimensione e acrescimento

In Italia gli esemplari non superano i 150 cm. Anche se, come specie, può arrivare a 100 anni di età, 500 cm di lunghezza ed un peso di 300 kg. La femmina è più grande del maschio

Età Lunghezza Peso
5 anni 70 cm 1,2 kg
20 anni 175 cm 30 kg
40 anni 255 cm 96 kg
60 anni 295 cm 165 kg
Riproduzione
Entra nei fiumi a gennaio-febbraio nonostante la fregola non ha inizio che due mesi dopo. All'alba o al tramonto lo si può osservare mentre compie dei grandi balzi fuori dall'acqua.
La risalita, che i maschi compiono prima delle femmine, si arresta a valle dei corsi d'acqua ove la temperatura non sia troppo bassa e la portata troppo scarsa e ove manchino fondali profondi e tranquilli. Le uova (in numero di 20.000 circa per Kg di peso, di colore bruno e del diametro di 3 mm circa) sono deposte in acqua corrente ad una profondità variabile tra i 2 e i 10 mt. Esse aderiscono ai ciottoli ed al substrato del fondo e dopo 3-7 giorni si schiudono. Gli avannotti sono lunghi 10 mm circa. Nel giro di 1-3 anni i giovani storioni scendono al mare, rimanendovi fino all'età riproduttiva intorno ai 7-14 anni.

Alimentazione
Crostacei, molluschi, pesci. In acque interne, pesci vivi o morti, molluschi, crostacei e vermi. Gli animali più anziani si alimentano prevalentemente di notte.

Pesca
La pesca si pratica con lenza a fondo adeguata alle dimensioni della preda. Come esche si utilizzano lombrichi a fiocco, pesci vivi o morti, pezzi di carne.

Allevamento
L'importanza economica dello storione è notevole, sia per la prelibatezza delle carni che delle uova da cui si ricava il rinomato caviale. Rientra tra le specie ittiche allevate, anche se il ciclo di produzione è piuttosto lungo, tre anni per la carne, circa dieci anni per le uova .

Stato di conservazione
Le principali minacce sono costituite dalla pesca professionale e, in misura minore, sportiva (vietate entrambe da alcuni anni), dagli sbarramenti che impediscono le migrazioni riproduttive e dall'inquinamento delle acque fluviali.

Conosciamo il luccioperca ( da wikipedia ).


Diffusione e habitat

Originario dell'Europa centro-settentrionale e di quella orientale (Svezia, Finlandia, Germania, Polonia ed ex URSS) nonché dell'Asia occidentale, è stato introdotto in molti paesi europei agli inizi del XIX secolo, con notevoli conseguenze ambientali.

In Italia fu introdotto tra il 1902 e il 1908 nei laghi di Comabbio e Pusiano ed in seguito in tutto il nord Italia, ma oggi sembra sia diffuso solamente in alcuni laghi (Lugano, Comabbio, Maggiore, Corbara, da cui si è poi diffuso nell'intero corso del Tevere fino alla città di Roma), e lungo il corso del fiume Chienti. Una buona popolazione è presente anche nel fiume Po, con esemplari che raggiungono e superano anche i 10 kg di peso.

Vive nei tratti inferiori dei fiumi e nei laghi a grandi e medie dimensioni, con acque ben ossigenate.

Descrizione

Ha corpo snello ed affusolato, la pinna dorsale anteriore ha 13-15 raggi spinosi. La bocca è provvista di piccoli denti e qualcuno più grande sparso. Il maschio presenta una concavità nel dorso, fra la testa e la pinna dorsale anteriore; nella femmina questi punto invece è convesso.

La livrea presenta una colorazione bruno verdastra su testa, dorso e fianchi, più chiara sulò ventre. Alcune strisce verticali nere scendono dal dorso fino ai fianchi. Le pinne sono verdastre chiazzate di nero.

I soggetti più longevi raggiungono l'età di 20 anni, 130 cm di lunghezza per un peso di 15 kg.

Come nel persico si conoscono casi di popolazioni nane, dovute alla scarsità di cibo e alla grandezza dello specchio d'acqua.

Comportamento

Questa specie ha tendenze prevalentemente notturne. Quando si tratta di piccole dimensioni vive in piccoli branchi, mentre quando diventa adulto diventa solitario.

Riproduzione
La deposizione avviene a circa 12 °C tra aprile e giugno su fondali sassosi o coperti da radici di piante.

Alimentazione
Il lucioperca ha esigenze alimentari molto specifiche ed è quindi poco diffuso. le sue prede sono alborelle, scardole, persici sole e Cobiti. L'alimentazione è ridotta durante l'inverno.

Pesca
Considerato un pesce pregiato sia per la pesca sportiva sia per la squisitezza delle sue carni, il lucioperca viene pescato con esche artificiali (tecnica dello spinning), verme, piccoli pesci ma soprattutto con la tecnica del morto manovrato.

lunedì 8 dicembre 2008

consigli per pescare in cava di. Roberto Ripamonti pt 1

Con l'aiuto di un Grandissimo esperto nel settore carpfishing Roberto Ripamonti cerchiamo di imparare questa tecnica in cava.



martedì 1 gennaio 2008

sabato 24 novembre 2007